venerdì 30 luglio 2010










CENTRO STUDI TEOLOGICI

NOTA ALLA STAMPA


Milano, 30 Luglio 2010 - LA VERGOGNA POLITICA SI E' COMPIUTA SOTTO I NOSTRI OCCHI : CHI DENUNCIA LE MALEFATTE
DELLA COMPAGINE GOVERNATIVA VIENE DEFERITO AI "PROBI-VIRI" (chissà di quale " probità " si tratta?) - OGGI CI E' FIN TROPPO CHIARO QUAL E' IL SENSO DELLA DEMOCRAZIA PER SILVIO BERLUSCONI : IMPEDIRE OGNI CRITICA ALLA SUA PROTERVIA E AL SUO STRAPOTERE - IMPEDIRE ALLA MAGISTRATURA DI FARE IL SUO DOVERE NEL PERSEGUIRE I REATI - L'ASSOLUTISMO IMPERIALE DEL PREMIER TRAVALICA DA OGNI PARTE - PERSINO LA CHIESA DEL VATICANO E DELLA CEI E' DIVENTATA AFONA, DOPO CHE UNA RIVISTA DI PROPRIETA' FAMILIARE DEL PRINCIPE DI ARCORE HA PUBBLICATO A MO' DI RAPPRESAGLIA UN SERVIZIO SUI PRETI GAY E LA LORO DOPPIA VITA.
IN ITALIA ORMAI SI GOVERNA CONTRO I MAGISTRATI E CONTRO L'AFFERMAZIONE DELLA LEGALITA' E DELLA GIUSTIZIA, IMPASTOIATI DENTRO A CRICCHE E COSCHE VARIE, E CON LE MINACCE E LE INTIMIDAZIONI DI DOSSIER SEGRETI: IN PURO STILE PIDUISTA O P3,
MENTRE LE TELEVISIONI E I ROTOCALCHI VARI CHE FANNO CAPO AL REGNANTE PRESIDENTE RIMBAMBISCONO IL "POPOLO" (nome che piace tanto alla Lega e a questa destra ) NEL PIU' BECERO STILE POPULISTA CHE SI RICORDI DAI TEMPI DEL DUCE
A GIANFRANCO FINI TUTTA LA SOLIDARIETA' E SOSTEGNO, PERCHE' E' UNO DEI POCHI POLITICI CHE, AGLI INTERESSI MESCHINI DI BOTTEGA, HA SAPUTO ANTEPORRE IL RISPETTO DELLA LEGALITA' E DELLE ISTITUZIONI, SECONDO UNO STILE EUROPEO E MODERNO
DI DEMOCRAZIA.


Dopo gli scandali sessuali ecco arrivare quelli delle cricche e delle congreghe in stile P3: chi li ha denunciati, dopo l'intervento della Magistratura inquirente viene deferito dal PDL di Berlusconi ai cosiddetti "probi- viri" che ovviamente non avranno nessun carisma di "probità" dato che condanneranno chi denuncia le malefatte e non chi le compie!
Gianfranco Fini viene costretto ad uscire da un Partito, in cui il senso della democrazia vera e il rispetto per la libertà di parola non esiste, a meno che si tratti della libertà di parola del solo Premier e dei suoi quattro o cinque cortigiani di corte che si affacciano spesso dai video delle nostre domestiche televisioni per imbonirci.
La Chiesa del Vaticano è diventata l'ombra di se stessa, priva di parola e di voce per denunziare alcunchè in un deserto desolante e generale della vita pubblica e nella messa alla berlina di ogni senso dell'etica e della morale, nel mercimonio di ogni cosa, anche la più sacra e intangibile, nell'acquiescenza ad ogni corruttela e corruzione, nell'ignoranza più crassa e nell'ignavia totale.
Chi si fa' paladino della privacy delle persone contro le intercettazioni non esita ad usare i giornali e le riviste di famiglia per imbastire e costruire ad arte delle campagne diffamatorie, non ultima quella inscenata da Panorama sui preti gay, arrivando ad usare i giornalisti come infiltrati dentro la Chiesa, carpendo la buona fede stessa delle persone (istigando e favorendo i comportamenti stessi da registrare poi per realizzare lo scopo ) e violando non soltanto il codice deontologico ma anche quello civile e penale...
L'Italia viene governata ormai con due strumenti anti- costituzionali: il populismo e il terrore di dossier segreti costruiti con le complicità di spezzoni deviati e devianti di apparati dello Stato, rispetto ai compiti loro affidati dalle leggi.
Chi governa crede in cuor suo di poter disporre di tutto e di tutti: sia con il potere politico, sia con quello economico per finire con quello dell'informazione.
Chi non si adatta e si inchina viene di volta in volta intimidito e destituito.
Il degrado universale, sia culturale che politico, cui è stato portato l'intero Paese nell'ultimo decennio è ormai sotto gli occhi di tutti!
Confidiamo e speriamo che l'uscita del Presidente della Camera Gianfranco Fini da questa triste compagine di governo, dopo mesi di estenuante battaglia per riportare in Italia un po' di senso delle istituzioni e di democrazia europea, non sia vano ma porti frutti di legalità ed onestà di cui tutti abbiamo urgente bisogno.
Chi invece persevera nella tracotanza e la protervia troverà quel destino finale che fu riservato al ricco Epulone e di cui parla il Vangelo.
"Stolto, questa stessa notte ti sarà richiesta la tua anima!... A Che vale all'uomo guadagnare il mondo intero lucrando, se poi perde la sua stessa anima! .... " (Gesù Cristo).


I TEOLOGI del CENTRO STUDI TEOLOGICI di MILANO



+ Mons. Giovanni Climaco MAPELLI
Arcivescovo e Presidente

CHIESA CRISTIANA ANTICA CATTOLICA e APOSTOLICA in ITALIA
Diocesi di Monza per l'Italia

Via Govone, 56 - MILANO

tel. 339.5280021 - Segreteria Diocesana

www.centrostuditeologici.it

centrostuditeologici@alice.it

fax 02.95310741









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CENTRO STUDI TEOLOGICI

NOTA ALLA STAMPA


Milano, 30 Luglio 2010 - LA VERGOGNA POLITICA SI E' COMPIUTA SOTTO I NOSTRI OCCHI : CHI DENUNCIA LE MALEFATTE
DELLA COMPAGINE GOVERNATIVA VIENE DEFERITO AI "PROBI-VIRI" (chissà di quale " probità " si tratta?) - OGGI CI E' FIN TROPPO CHIARO QUAL E' IL SENSO DELLA DEMOCRAZIA PER SILVIO BERLUSCONI : IMPEDIRE OGNI CRITICA ALLA SUA PROTERVIA E AL SUO STRAPOTERE - IMPEDIRE ALLA MAGISTRATURA DI FARE IL SUO DOVERE NEL PERSEGUIRE I REATI - L'ASSOLUTISMO IMPERIALE DEL PREMIER TRAVALICA DA OGNI PARTE - PERSINO LA CHIESA DEL VATICANO E DELLA CEI E' DIVENTATA AFONA, DOPO CHE UNA RIVISTA DI PROPRIETA' FAMILIARE DEL PRINCIPE DI ARCORE HA PUBBLICATO A MO' DI RAPPRESAGLIA UN SERVIZIO SUI PRETI GAY E LA LORO DOPPIA VITA.
IN ITALIA ORMAI SI GOVERNA CONTRO I MAGISTRATI E CONTRO L'AFFERMAZIONE DELLA LEGALITA' E DELLA GIUSTIZIA, IMPASTOIATI DENTRO A CRICCHE E COSCHE VARIE, E CON LE MINACCE E LE INTIMIDAZIONI DI DOSSIER SEGRETI: IN PURO STILE PIDUISTA O P3,
MENTRE LE TELEVISIONI E I ROTOCALCHI VARI CHE FANNO CAPO AL REGNANTE PRESIDENTE RIMBAMBISCONO IL "POPOLO" (nome che piace tanto alla Lega e a questa destra ) NEL PIU' BECERO STILE POPULISTA CHE SI RICORDI DAI TEMPI DEL DUCE
A GIANFRANCO FINI TUTTA LA SOLIDARIETA' E SOSTEGNO, PERCHE' E' UNO DEI POCHI POLITICI CHE, AGLI INTERESSI MESCHINI DI BOTTEGA, HA SAPUTO ANTEPORRE IL RISPETTO DELLA LEGALITA' E DELLE ISTITUZIONI, SECONDO UNO STILE EUROPEO E MODERNO
DI DEMOCRAZIA.


Dopo gli scandali sessuali ecco arrivare quelli delle cricche e delle congreghe in stile P3: chi li ha denunciati, dopo l'intervento della Magistratura inquirente viene deferito dal PDL di Berlusconi ai cosiddetti "probi- viri" che ovviamente non avranno nessun carisma di "probità" dato che condanneranno chi denuncia le malefatte e non chi le compie!
Gianfranco Fini viene costretto ad uscire da un Partito, in cui il senso della democrazia vera e il rispetto per la libertà di parola non esiste, a meno che si tratti della libertà di parola del solo Premier e dei suoi quattro o cinque cortigiani di corte che si affacciano spesso dai video delle nostre domestiche televisioni per imbonirci.
La Chiesa del Vaticano è diventata l'ombra di se stessa, priva di parola e di voce per denunziare alcunchè in un deserto desolante e generale della vita pubblica e nella messa alla berlina di ogni senso dell'etica e della morale, nel mercimonio di ogni cosa, anche la più sacra e intangibile, nell'acquiescenza ad ogni corruttela e corruzione, nell'ignoranza più crassa e nell'ignavia totale.
Chi si fa' paladino della privacy delle persone contro le intercettazioni non esita ad usare i giornali e le riviste di famiglia per imbastire e costruire ad arte delle campagne diffamatorie, non ultima quella inscenata da Panorama sui preti gay, arrivando ad usare i giornalisti come infiltrati dentro la Chiesa, carpendo la buona fede stessa delle persone (istigando e favorendo i comportamenti stessi da registrare poi per realizzare lo scopo ) e violando non soltanto il codice deontologico ma anche quello civile e penale...
L'Italia viene governata ormai con due strumenti anti- costituzionali: il populismo e il terrore di dossier segreti costruiti con le complicità di spezzoni deviati e devianti di apparati dello Stato, rispetto ai compiti loro affidati dalle leggi.
Chi governa crede in cuor suo di poter disporre di tutto e di tutti: sia con il potere politico, sia con quello economico per finire con quello dell'informazione.
Chi non si adatta e si inchina viene di volta in volta intimidito e destituito.
Il degrado universale, sia culturale che politico, cui è stato portato l'intero Paese nell'ultimo decennio è ormai sotto gli occhi di tutti!
Confidiamo e speriamo che l'uscita del Presidente della Camera Gianfranco Fini da questa triste compagine di governo, dopo mesi di estenuante battaglia per riportare in Italia un po' di senso delle istituzioni e di democrazia europea, non sia vano ma porti frutti di legalità ed onestà di cui tutti abbiamo urgente bisogno.
Chi invece persevera nella tracotanza e la protervia troverà quel destino finale che fu riservato al ricco Epulone e di cui parla il Vangelo.
"Stolto, questa stessa notte ti sarà richiesta la tua anima!... A Che vale all'uomo guadagnare il mondo intero lucrando, se poi perde la sua stessa anima! .... " (Gesù Cristo).


I TEOLOGI del CENTRO STUDI TEOLOGICI di MILANO



+ Mons. Giovanni Climaco MAPELLI
Arcivescovo e Presidente

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domenica 11 aprile 2010

PAPA RATZINGER GIUDICE UNIVERSALE? - LA TRAGEDIA DELLA CHIESA DOPO LA PEDOFILIA - una Teologia tutta da rivedere...









PAPA RATZINGER CHE FA’ IL GIUDICE : O NON AGISCE O VUOL PROCESSARE E CONDANNARE…
LE ULTIME ” RIVELAZIONI” del CARDINALE DI VIENNA, sotto riportate nell’articolo di Repubblica, ci indignano ancora più di quelle sul silenzio che papa Ratzinger avrebbe imposto sui processi dei preti pedofili negli Usa o a Monaco di Baviera: sentir dire da un cardinale che il suo collega Joseph Ratzinger, quasi superiore a tutto e a tutti, quasi un Dio in terra anche da cardinale, doveva processare un anziano cardinale di Vienna, che sarà pure stato colpevole di alcune molestie o forse abusi più gravi su alcuni seminaristi (non si parlava neppure in Austria allora di bambini o adolescenti minorenni, ma di giovani maggiorenni ) ci mostra il volto vero di questo uomo: da una parte una dottrina ostinata, sessuofoba su tutta la linea, che continua a proibire ai preti la legittima affettività, la vita di relazione, la sessualità dono di Dio ad ogni uomo, per un suo problema personale con il sesso, con la sua ritrosia ad ogni calore umano profondo e ad ogni vera emozione, autentica e non simulata… dall’altra la severità inaudita e priva di ogni misericordia verso chi dovesse sbagliare, perchè oppresso da questa assurda imposizione dell’astinenza sessuale e del celibato che Cristo non ha mai voluto nè pensato per tutti i discepoli, nè è riportata in nessuno dei Vangeli, tant’è che le Chiese Ortodosse in tutto il mondo, che non hanno mai cambiato neppure uno jota della tradizione apostolica, sono estranee a questa assurda proibizione apodittica latina.
Sapere che Ratzinger voleva processare un suo collega cardinale, voleva di cuore mettere le mani su quel povero cardinale di Vienna Hans Herman von Groer (certo non santo, ma solo un uomo fallibile come gli altri…) e qualcuno in Vaticano più ragionevole glie lo ha proibito, in fondo ci conferma che quest’uomo dal viso spesso torvo, dagli occhi incattiviti, dai sorrisi più simili alle smorfie di disgusto che all’ espressione della gioia interiore, prima si fa’ carabiniere (come il cardinal Ottaviani di famigerata memoria) di una dottrina morale più simile al codice farisaico che a quello evangelico, e poi quasi gode di poter processare chi quella assurda brutale dottrina moralistica a tutto tondo non riesce a sopportare, come quei “fardelli insopportabili sulle spalle” di cui parla Cristo a proposito dei Farisei che hanno “chiuso il Regno dei Cieli” a se stessi e a tutti gli altri…

Dicono che questo teologo papa sia intellegente, e lo sarà forse, sarà anche molto razionale, ma di una intelligenza che fa’ paura, un’intelligenza quasi sadica, poichè non ha nessun cuore nonostante i modi esteriormente affabili e gentili… è un’intelligenza fredda che vede l’uomo, e quello religioso in particolare, come una macchina delle virtù impossibili e non s’avvede che genera invece piccoli mostri…

Il povero cardinal Groer, più omosessuale che pedofilo sicuramente – ma sappiamo da anni che Ratzinger odia l’omosessualità forse più della pedofilia, facendo una confusione tremenda sotto il cielo delle sessualità umane - lo scrissi già anni fa’ su una Rivista italiana e non smetterò di ripeterlo all’infinito per amore della verità (quella vera e non quella ideologica del papa attuale) : Lui è carnefice e vittima insieme di questa dottrina secolare cattolica, di cui Ratzinger anche nel mezzo di uno scandalo della pedofilia mondiale, va’ fiero, e di cui non ha un pizzico di senso critico…



Inquisitor Major Universalis

Imputato e degradato oggi +defunto


Cardinale Hans Hermann Groer : vittima e carnefice della teologia cattolica romana

il Giudizio Universale





Che anche il cardinal Groer fosse vittima di questa dottrina arcaica e implacabile lo prova il fatto che non era un “progressista” o liberal nella Chiesa, anzi veniva da quell’ala tradizionalista perfetta, ( un esponente del lefebvrianismo austriaco, come ad Albenga vi è un lefbvrianismo italiano con il vescovo monsignor Mario Oliveri e le sue liturgie tridentine di Pio V ) tanto cara sia a Wojtyla che al Prefetto Ratzinger, tant’è che nonostante le proteste di molti anche fra i Vescovi austriaci – cui erano note le sue debolezze dai tempi in cui era Abate benedettino - fu imposto da Roma come arcivescovo di Vienna e poi creato cardinale.

Ma è proprio dai tradizionalisti ante litteram che in genere viene una sorta di doppia vita insospettabile: pubbliche virtù e vizi privati, come da antichissima tradizione!

Non sono io a dire queste cose: le dice la scienza psicologica e sessuologica che Ratzinger invece odia o disattende, lo diceva nei suoi libri, a proposito dei ” sistemi totali”, le società chiuse, il grande psicoanalista Eric Fromm, di lingua tedesca, di cui il noto teologo tedesco però non ha fatto per nulla tesoro.

E’ meglio che adesso abbia il coraggio, l’onestà di processare la sua dottrina criminogena e se stesso, poichè ha creato un disastro nella Chiesa, di credibilità, di vittime innocenti e di colpevoli incolpevoli, poichè non basta affatto processare i preti, i poveri preti doppiamente vittime, se non si processa il sistema educativo dei seminari e dei collegi cattolici che dalla tenera età di 9 anni o poco più li hanno forgiati a questo disprezzo della sessualità e all’ossessione del peccato, a questo amore della repressione disumana delle emozioni e dei sentimenti: una sessualità poi da rubare, anche con violenza, ad altri bambini e infanti ignari…una sofferenza immane che oggi pagano tutti : la Chiesa e poi le famiglie ed i bambini.

Certo anche Ratzinger può godere, ne ha diritto in fondo, di una attenuante – come tutti i prelati coinvolti – quella che considera come lui stesso sia vittima di quella repressione che nel 1927 quando è nato era imperante e dentro la quale suo malgrado ha dovuto col fratello Georg e altri seminaristi passare… come sotto una forca caudina inevitabile, soprattutto in Germania, famosa per la sessuofobia cattolica particolarmente in Baviera.

Ha diritto ad una sostanziale attenuante, purchè faccia una seria autocritica, e smetta quella specie di a – critica considerazione e adesione ad una teologia moralistica e sessuale che ha comportato danni enormi a tutti: purchè sinceramente cominci a cambiare per quel che gli è possibile dalla sua posizione di potere nella Chiesa – e non è poco – l’impostazione sessuofoba, celibatario – centrica e generatrice di infelicità e sofferenza della sua Chiesa romana.

Se non lo facesse, la condanna è inevitabile e non potrà che essere condannato un giorno, se non da un tribunale, almeno dalla storia, e soprattutto dovranno per il bene delle persone e della Chiesa cominciare in tanti e in massa a disobbedirlo, rompendo l’ordine di caserma e superando la repressione della libertà interna alla Chiesa, prima di perire e prima che sia veramente troppo tardi!*** prima che sia veramente troppo tardi! ***



CENTRO STUDI TEOLOGICI di MILANO – Centro Ecumenico

+ Giovanni Climaco Mapelli

Arcivescovo

Milano, 2 Aprile 2010 - Venerdì della Settimana Santa di Passione del Signore





LA REPUBBLICA

31 Marzo 2010



Il card. Schoenborn: il card. Ratzinger voleva punire un vescovo pedofilo ma Giovanni Paolo II fu persuaso da ambienti di Curia a bloccare l’indagine
Fu l’allora Papa Giovanni Paolo II a bloccare le indagini su un caso di pedofilia nel 1995 e non il card. Joseph Ratzinger, oggi Papa Benedetto XVI. E’ quanto sostiene il card. Christoph Schoenborn in un’intervista alla televisione austriaca Orf, ripresa dalla Bbc. Il Vaticano – spiega il cardinale – aveva paura, con l’istituzione di una commissione di inchiesta, di danneggiare la propria immagine. Il card. Schoenborn prende autorevolmente le difese del Pontefice: “Accusarlo di essere qualcuno che vuole insabbiare le cose – conoscendolo da molti anni – posso dire che certamente non è vero”. Nella sua intervista, Schoenborn ha ricordato gli eventi del 1995, quando l’allora arcivescovo di Vienna, il card. Hans Hermann Groer, fu accusato dai media e dalle sue vittime di aver ripetutamente compiuto abusi sessuali su giovani in un monastero negli anni Settanta. Ma fu solo tre anni dopo le accuse, cioè nel 1998, che Groer, per ordine della Santa Sede, si dimise da ogni incarico. Annunciò il suo ritiro in pubblico chiedendo perdono, non ammise nessuna colpa, e si ritirò in Germania, dove morì nel 2003. All’epoca, il Vaticano si attirò aspre critiche in Austria per aver atteso tre anni prima di agire contro il card. Groer. Secondo la ricostruzione attribuita del card. Schoenborn, il caso divise la Curia. Alcuni suoi esponenti, è dato di capire, avrebbero persuaso Giovanni Paolo II, che comunque non viene nominato da Schoenborn, che le accuse contro Groer erano esagerate e che l’inchiesta voluta dal card. Ratzinger avrebbe esposto la Chiesa a una pericolosa pubblicità negativa. Joseph Ratzinger la pensava diversamente, ma non riuscì a spuntarla. “Ricordo ancora molto chiaramente – ha detto Schoenborn – il momento in cui il card. Ratzinger mi disse con tristezza che l’altro campo aveva avuto il sopravvento… accusarlo di essere una persona che copre gli scandali vuol dire sostenere cose assolutamente non vere, e io lo affermo perché lo conosco da molti anni”.
Apcom, La Repubblica
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« UN’INTERVISTA nel 2003 del TEOLOGO GIOVANNI FELICE MAPELLI (oggi Vescovo Antico Cattolico Apostolico) sul CASO PEDOFILIA nella CHIESA: QUESTE PAROLE NON SONO STATE ASCOLTATE DAL VATICANO!Notizie Diocesane – VEGLIA PASQUALE – 3 Aprile 2010 – CELEBRAZIONE della RISURREZIONE del SIGNORE – CONSACRAZIONE del NUOVO ALTARE della CHIESA di MILANO »

domenica 28 marzo 2010

LA STORIA DI SAN CARLOS DUARTE COSTA - Vescovo brasiliano profetico


LA STORIA DI SAN CARLOS DUARTE COSTA

UN VESCOVO PROFETICO ed EVANGELICO CONTRO LA BUROKRAZIA VATICANA senza VANGELO

CLICCA SUL SITO:

http://www.eresie.it/it/id783.htm

Il metro della politica e quello di Cristo




RASSEGNA STAMPA della Università di Bari
9 AGOSTO 2001
Giovanni Felice MAPELLI
L'Unità

Il metro della politica e quello di Cristo

L'editoriale di Angelo Panebianco sul Corriere della Sera del 30 luglio ha suscitato un'ondata di reazioni da parte di molti tra le associazioni de volontariato che si occupano in prima persona delle emergenze del mondo dei diseredati, ma anche da parte di molti teologi che hanno contribuito a scrivere quella che si chiama "dottrina sociale" della Chiesa, una teologia che si occupa di tradurre nella concretezza i principi evangelici e di realizzare quell'anticipazione del Regno di Dio, che in fondo è il Discorso della Montagna, altrimenti detto "Beatitudini".

Panebianco osserva dalla sua postazione di firma del più grande giornale italiano la Chiesa, come se fosse cosa tra cose, realtà immanente, e si precipita da uomo della stabilità delle cose terrene a dire che l'Istituzione doveva non fare questo e doveva invece far quello.

L'errore che egli imputa alla Chiesa, veramente ad una parte di essa, sarebbe quello di aver dato una "adesione massiccia e anche qualificata (benedetta da molti vescovi e cardinali)" alla protesta del G8.

Nel suo argomentare comincia da subito a descrivere missionari e missionarie, suore o religiosi come dei sognatori, che ascoltano il cuore anziché "ragionare delle cose dure e prosaiche, della politica".

Io gli rispondo meno male che c'è ancora gente, anche nella Chiesa che continua a ragionare "con il cuore", meno male: infatti non metto in dubbio che dentro la Chiesa, soprattutto ai piani alti delle stanze, ci sia stato spesso ed anche tuttora qualcuno che ha continuato a ragionare, nelle varie circostanze, con il metro della politica, diciamo cinica e machiavellica.

In fondo tra un sognatore illuso ed un burocrate dell'esistente ci sarà pure uno spazio: qualcuno che i principi evangelici vorrà cercare di tradurre nella realtà.

Ma Panebianco è ad un'altra Chiesa che forse guarda: una Chiesa che inserita nell'Occidente (ma questa collocazione non è certamente primaria oggi, basta guardare alle Chiese dei Paesi dell'Africa e dell'America Latina oppure dell'Asia), tende ad essere potere tra i poteri: ma Cristo quando disse - la sera dell'ultima cena (in cui, secondo gli esegeti, fondò la Chiesa stessa attorno all'eucarestia) - ai suoi discepoli "I capi delle nazioni comandano su di esse, si fanno chiamare signori, ma per voi non sia così..." non voleva una Chiesa di questo tipo.

Cioè dicendo per la Chiesa non sia così, Cristo non intendeva il suo compito nel mondo come un copiare le mire di potere e di dominio del mondo: non è suo compito questo.

La Chiesa risponde ad un'alterità, che non è di questo mondo.

Sotto questa luce evangelica sono pochi i momenti in una lunga serie di secoli in cui essa è stata fedele al suo Maestro: San Paolo dice "Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è nulla per ridurre a nulla le cose che sono (le cose che 'credono di essere' più letterale).

Questo non significa una Chiesa degli estremismi e degli estremisti: ma nemmeno una Chiesa delle benedizioni dell'esistente, del perbenismo e dall'incapacità di profezia e di utopia, che è la stessa sua dimensione escatologica, usando un termine della teologia biblica, o per dirla col Cardinale Martini "sognare un mondo diverso", non come fuga dalla realtà ma tensione per cambiare una realtà segnata dalle ingiustizie e dal dolore.

Panebianco dice che a Genova non c'era nulla di compatibile col magistero della Chiesa: certamente la violenza no.

Ma Panebianco non sa cosa c'era veramente a Genova, né sa cosa non hanno costruito in settimane e settimane di incontri tutte quelle realtà associative laiche e cattoliche o di altre Chiese presenti ai meeting e ai dibattiti che facevano da corona al summit.

I documenti di lavoro presentati agli stessi Capi di Stato, gli Otto, dovevano essere poi sostenuti da una marcia di pace per le vie della città, come sia andata effettivamente e perché sia accaduto è tutto ancora da scoprire a fondo.

I cattolici e tutti i pacifisti, i non violenti che amano manifestare senza crear danno a nessuno, forse hanno soltanto sottovalutato l'invasività dei devastatori - evitiamo per favore di dar loro nomi che li esaltino ancora di più - e non irnmaginavano nemmeno una violenza diffusa tra i reparti delle forze dell'ordine.

Certo non c'erano tutti i buoni da una parte e tutti i cattivi dall'altra: ma pare che questa visione più che dei manifestanti con le mani levate e incrini sia stata quella della polizia e dei carabinieri che ha fatto di ogni erba un fascio, e di chi ha comandato loro di agire così.

Una cosa simile capitò a marzo a Napoli e noi fummo tra i primi a denunciarlo anche allora, quasi inascoltati.

In fondo neppure di fronte ai violenti la legge impone né permette di usare ritorsioni selvagge, figuriamoci sui cittadini civili e inermi. Ma questo, non riesce ancora ad entrare nella mente di chi si dichiara a difesa delle Istituzioni dello Stato e si ostina a negare inspiegabilmente la realtà.

Una cosa tanto semplice che fatica ad essere compresa: una coltre di coperture e giustificazionismi che non possono che peggiorare tutto e creare diffidenza e rancore tra i cittadini e le forze dell'ordine: cosa che pagherà poi il resto degli agenti, sicuramente maggioritario, che mai avrebbero agito a quella maniera.

Infine sul dialogo con l'Occidente e sugli antioccidentalismi: non è in gioco nella Chiesa un confronto costruttivo con l'Occidente, affatto, ma non si può pensare alla speranza evangelica contenuta tutta nello scandalo dell'Occidente che vive a due passi da un mondo che muore: muore di malattie, di aids, di ignoranza, di sottosviluppo, di disprezzo totale dei diritti umani, di sfruttamento comunque condiviso dagli stessi potentati che vanno in giro a far conferenze e a magnificare ogni virtù di questa globalizzazione. C'è poi un mondo povero qui tra i ricchi che non è invisibile e forse cresce, uno povero tra i poveri, dove i ricchi sono pochissimi, ed infine un rapporto tra i ricchi e i poveri, che oggi si incontrano, nelle nostre vie approdati qui dai gommoni.

La Chiesa di Papa Wojtyla non ha smesso mai di dialogare con l'Occidente, non ha smesso mai di interpellarlo: ma attenzione, basta leggere alcune pagine tra le più importanti della dottrina sociale della Chiesa per capire che di sconti non ce ne sono, per nessuno: in particolar modo le encicliche "Centesimo Anno", e la "Sollecitudo rei socialis": dove il Papa dice che le risorse sono di tutti poiché Dio creatore le ha donate a tutta l'umanità, e chi ne è privato subisce un grave furto ma soprattutto viene violato nel suo diritto umano fondamentale.

Dove indica con chiarezza le strutture economiche, i sistemi politico-economici, che perversamente producono debiti su debiti per i paesi più poveri, dove lo scandalo del commercio delle armi imperversa e priva risorse per le spese alimentari e mediche o per le risorse tecnologiche, oltre a fomentare guerre e stragi come in Ruanda e Burundi, piuttosto che in Kossovo o in Medio Oriente, oppure il mercato chiuso all'accesso delle deboli offerte, dove a chi lavora vengono riservate le briciole nel passaggio globalizzato delle merci.

Ma gli Stati spesso sono andati per la loro strada, nell'assoluta sordità.

Il Papa in realtà, proprio per il suo prodigarsi per le strade del mondo, dove ha cercato di indicare una via più equa ai governanti di fronte alle enormi ingiustizie e tragedie, doveva essere lui il nono dei convitati al G8.

Un G9 o meglio G10 con l'ONU e poi di tutti gli altri non-grandi. Ma ci doveva essere non come vorrebbero gli osservatori che vedono la Chiesa o il Vaticano tra coloro che dovrebbero godere degli utili di una "globalizzazione reale" - Panebianco dice "Chiesa solidale con quel mondo di cui essa stessa è parte" - ma come profezia di "un'altra globalizzazione .

Il Papa seduto tra gli otto poteva essere quella Chiesa che dice in nome di Cristo "Beati ì poveri... beati gli assetati e affamati di giustizia... perché saranno saziati... Beati, perché di essi è il Regno dei Cieli ".

Che non solo indica, ma vive... Una Chiesa che poteva far cadere senza violenza una zona rossa, che è divenuta oggi tragicamente la zona del sangue, mentre poteva essere la zona dell'incontro, dell'ascolto di chi ha soltanto la forza della voce, per chi non ha voce.

*Teologo Centro Studi Teologici - Milano

giovedì 25 marzo 2010

IL VATICANO STA A CRISTO COME UNA GOCCIA D’ACQUA STA ALL’OCEANO


IL VATICANO STA A CRISTO COME UNA GOCCIA D’ACQUA STA ALL’OCEANO


EDITORIALE




IL VATICANO STA A CRISTO COME UNA GOCCIA D’ACQUA STA ALL’OCEANO
Famiglia Cristiana scaricata in nome della famiglia pagana


Lasciatemi dire quello che penso nel profondo…!
Ormai dalle parti del Vaticano il Vangelo non lo legge più nessuno…
Sono tutti laureati in teologia e in utroque jure ( negli ambedue diritti, il canonico e il civile ) e mettiamoci pure quello internazionale, che in ambito vaticano va sotto il nome di "diritto ecclesiastico",
- dato che come Stato mantiene (a spese pressochè totalmente a nostro carico) circa 180 ambasciate diplomatiche in tutto il mondo, chiamate in modo aulico Nunziature, con i nunzi che starebbero per annunziatori della parola del super- vescovo, che si sente Dio in terra, e che va sotto il nome volgare (del volgo) di Papa, che in realtà dal greco significa soltanto padre – tutti laureati dicevamo, ma di Vangelo non ci capiscono più un’acca!
Gesù diceva guai! al ricco Epulone perchè ha lasciato il povero Lazzaro nell’indigenza, e nella notte, quando improvvisa e senza preavvisi arriverà la morte, sarà scaraventato all’inferno da dove chiederà una goccia d’acqua che quieti la sua arsura, guai! e loro corteggiano i ricchi da quelle parti, li fanno entrare nei loro palazzoni e li onorano d’ogni ossequio umano, si fanno regalare oggetti preziosi e crocifissi su cui non c’è più Cristo ma i rubini e i diamanti,e adesso hanno pure in odio e in uggia i poveri della terra che bussano alle nostre porte …
Hanno messo il Vangelo sull’altare dorato e lasciano che i poveri veri, quelli senza speranza in questo mondo, vengano prima schedati, poi pestati, poi ridotti al silenzio e poi additati come la causa di ogni male, non soltanto economico e sociale.
Con il nome dei poveri, col piagnisteo sulle loro condizioni, ne hanno fatti di soldi dentro i loro forzieri… ben chiusi, demandando alle Caritas ogni incombenza di carità personale che loro non fanno ne faranno mai!…
Adesso la loro linea è diversa da quelle di Famiglia Cristiana, e certo, è quella della Famiglia Pagana è ovvio…
Già ne fecero non pochi di Patti con i pagani nel 1929 e nel 1933, prima con Mussolini e poi con Hitler, quei Patti con il Demonio che poi portarono tutta l’Europa sul baratro e nell’abisso….!
Loro prendono le distanze, loro non si sporcano mai le mani, nè le vesti, tantomeno la veste bianca del loro primo Padre che riceve onori e ogni sorta di cortigianeria da ogni genere di potente della terra, i successori di quegli stessi potenti, Erode e Pilato, che hanno messo a morte un uomo che diceva di essere Figlio di Dio!
Sono maestri nel ricevere gli onori e la gloria degli uomini, sono maestri nello strangolare ogni barlume di Vangelo sulla terra: soffocano la voce dello Spirito che grida forte le parole del Maestro: Guardatevi dal fare le vostre opere davanti agli uomini per avere gli onori e i primi posti nelle piazze e nelle sinagoghe!
Sono un Regno, con il loro Faraone, che si finge umile e buono, e stanno tra i Regni della terra, opposti al Regno dei Cieli, con tutto ciò che fanno e tutto ciò in cui credono: danaro e potere come primo interesse.
Il mio Regno non è di questo mondo diceva Cristo e loro hanno edificato un Regno che è il mausoleo e il cimitero del Vangelo di Gesù Cristo.
Come una carta velina bianca arriva l’uomo che non sa neppure sorridere, non sa forse neanche piangere… che passa come un mito sopra le folle inneggianti, senza un perchè….
passa, benedice e se ne va….
Chi prende le difese dei vinti in nome di Cristo e del Vangelo, viene disprezzato, e loro non lo difendono, non ci provano neppure, anzi si adontano che i loro progetti diplomatici e politici, impastati di un po di religiosità fittizia, vengano messi a rischio o alla berlina.
Cosa preme loro ? testimoniare Cristo fino alla morte?
No! garantirsi invece i privilegi di una vetusta casta, una gerarchia o gerontocrazia, lontana anni luce dall’amore di Gesù!
E’ meglio conservare il conservabile, non pagare l’ICI, appropriarsi dell’8 per mille anche di tutti coloro che non firmano per darlo a loro, facendo una bella truffetta da qualche miliardo di euro…
e poi tutta una serie di prebende e regalie che ogni governo, sia di destra che di sinistra, è ben lieto di riservare loro… come lo sono i governi di altri despoti o di un Bush campione di falsità e di inganno, che ancora sta cercando le armi di distruzione di massa, dopo d’aver lui distrutto una gran massa di gente innocente, bambini , donne e inermi cittadini, colpevoli di essere nati in Iraq e non a New York!
Eppure l’omino vestito di bianco si siede a tavola, bianco alla Casa bianca, con il presidente che domina il mondo (ma Cristo non diceva che era Satana colui che dominava il mondo? il Principe delle Tenebre?…)
Sarà mica un diavolo a far paura al papa , lui che di diavoli se n’intende bene….
Si siede nel giardino di casa sua, e fa’ un brindisi a chi? ai morti sotto le bombe americane?
e poi riceve lo stesso demone con onori sorrisi e sorrisini nei suoi giardinetti vaticani, per rendere l’onore…
persino un Cardinale Martini deve essersi schifato a quella vista poichè ha esclamato di sognare una Chiesa povera, lontana dai potenti e vicina agli ultimi e a Cristo.
Povero Martini, gesuita disincantato, continui a sognare… sogni pure intanto chissà quanti laggiù stanno aspettando che raggiunga lui Cristo, dato che loro di fare un passo in quella direzione proprio voglia non ne hanno!
E infine i tanti arcivescovi e cardinali impelagati in vicende di corruzione, di sottrazione di capitali, ed ogni genere di reati finanziari non da ridere!
Niente paura, chi governa saprà ben trovare qualche escamotage per trarli d’impiccio… oramai la strada è ben collaudata da quelle parti…
Basta non interferire e non disturbare il manovratore del Governo (manovratore in tutti i sensi…!)
E così Famiglia Cristiana può ben andare lei al diavolo, e don Sciortino pure (durerà poco la sua Direzione?!) che si occupa di cose scomode, come è scomodo oggi testimoniare un Vangelo vero della carità e non i devozionismi dei madonnari e dei padri piismi, privi d’ogni teologia di Cristo, e di verità evangelica, tanto graditi al popolo ignorante e veramente bue dei bei tempi indietro, e tanto redditizi alle casse del clero.
Adesso invece arrivano le messe in latinorum per non capirici niente ! Caput! dice il tedesco padre….
e caput sia per tutti!….. fino a che non sorga luminoso un nuovo sole.
Tu Chiesa finirai, sei disertata e come una landa desolata, senza più vocazioni ti stai spegnendo, e nessuno ode i tuoi lamenti e i tuoi rantoli, dentro le Chiese vuote senza preti nè suore nè fedeli, con soltanto qualche vecchio devoto indolenzito…
nessuno ode perchè i Papa Boys fanno un gran fracasso attorno a Te Bianco Padre… un gran vociare e levarsi di mani e di fazzoletti…. aspettando che Tu dica qualcosa
di scontato e di banale, il quotidiano costatare l’esistente, nel torpore di sonno generale che ha avvolto tutti, vescovi, preti, diaconi, frati, suore, laici, laiche …
dopo che li hai mazziati bene con le tue purghe teutoniche e i tuoi niet in circa 30 anni!
Un gran vociare di ignari giovinotti e di belle donzellette, di CL dei Focolarini e dell’Opus Dei: intanto la Chiesa muore, lentamente e inesorabilmente….
è la legge del contrappasso, sta morendo ricca e ben pasciuta, grassa con le banche piene di soldi e i forzieri colmi fino all’orlo, ma senza più nemmeno una vocazione, una tremenda morte spirituale, perchè lo Spirito ormai, dopo oltre venti secoli di tradimento, la sta ormai abbandonando… lo spirito di Cristo, che l’ha fondata, l’ha lasciata a se stessa e al suo materialismo pagano…
e quando cadrà, neppure si sentirà il tonfo, dato che cadrà lenta senza neppure far rumore… e si sentirà forse soltanto il tanfo dei morti….
E dopo tre giorni chissà se Cristo la farà risorgere!
Il Sole di giustizia Cristo Signore!



+ Joannes Climacos MAPELLI
Episcopus








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NOTA DIOCESANA:
DOPO LE DICHIARAZIONI DEL GENNAIO 2008 DELLA METROPOLIA ORTODOSSA di MILANO: LA DIOCESI della CHIESA CRISTIANA ANTICA CATTOLICA E APOSTOLICA PRECISA: »

LA CHIESA DI CRISTO E QUELLA DI RATZINGER


LA CHIESA DI CRISTO E QUELLA DI RATZINGER
del Vescovo della Diocesi di Monza

+ Joannis Climacos


E Cristo disse: “Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei….non entrerete nel Regno dei Cieli!…” (Mt. 5, 20)

Qual era la giustizia degli scribi e dei farisei?

Qual era il loro senso del giusto e dell’ingiusto…cioè del bene e del male…?

In una parola qual era la fede e la morale del popolo da cui Gesù Cristo proveniva?

Erano quelle di una religione, che da Mosè in avanti, si era costituita come un corpus di prescrizioni e di divieti, una dottrina appunto.

Tale dottrina era contenuta sia nella Torah, la Legge ebraica, del Pentateuco, i primi cinque libri della attuale Bibbia, sia nei profeti che dai cosiddetti minori ai maggiori sono riconosciuti dai canoni ebraici.

Legge e Profeti come indicò Cristo stesso erano il riferimento di Israele…

Ma c’era qualcosa nell’interpretazione e nell’applicazione di questa legge mosaica e di questi scritti profetici, attuata dai farisei e dagli scribi, che erano due caste religiose di allora, che non convinceva e scontentava Gesù…

C’era una sostanziale ricerca di Dio attraverso la “perfezione” umana di chi attuava i comandamenti, di chi osservava le sue prescrizioni…

Centro di tutta questa religione, che spesso Cristo aveva stigmatizzato e forse anche eccessivamente dipinto con tratti quasi caricaturali (come dice la moderna storiografia ebraica), era la convinzione del credente di doversi uniformare ad una pefezione divina, e che dall’alto di questa perfezione si potesse poi gettare uno sguardo di giudizio, di condana e di censura su tutto il resto del mondo, profano e iniquo.

Dio era l’assoluto, senza pari, totalmente altro (guai a nominarlo! e guai a ritenersi suo figlio, come fece Gesù, che pagò la bestemmia con la morte) che però dalla casta dei prescelti, i leviti stessi, poteva essere portato nell’agone sociale, cioè fatto entrare dalle tavole della legge fino al Levitico in ogni piega del vivere sociale ed anche civile, dato che per gli ebrei come poi per i musulmani, nessun ambito di laicità era neppur contemplato.

Erano i farisei del Sinedrio e gli scribi, cioè i dottori conoscitori della legge, che decidevano le sorti, in nome di Jahvè (JHHV), del popolo di Dio…loro erano i guardiani dellareligione e dei costumi:

le prostitute e adultere come i pubblicani (termine generico dispregiativo) erano facilmente condannati, le prime e seconde spesso a morte, gli altri con l’ostracismo sociale.

Pubblicano esattore delle tasse era anche Matteo,stando al racconto evangelico, che poi diviene discepolo di Cristo, e Cristo, che non disdegnava la compagnia dei pubblicani ed anche delle prostitute

era annoverato tra i Rabbi, cioè tra i maestri della Legge.

Infatti conosceva bene la Legge.

Gesù Cristo non si ritenne mai funzionale e organico al sistema di potere istituzionale politico- religioso della religione ufficiale: certo la sua pretesa di stare sopra il Sinedrio,sopra la stessa Legge, e al di sopra di ogni autorità costituita della tradizione, come pure la sua rivendicazione di essere figlio dell’uomo e figlio del Padre, cioè di Dio, non poteva che essere una provocazione inaccettabile per i capi religiosi di allora….

Una provocazione che significava cercare la morte.

Ma Cristo non rifiutava soltanto un’idea di Dio, della religione, della morale, proponeva un messaggio, forte e inaudito, di una semplicità e immediatezza incredibili, che potremmo riassumere nel discorso della Montagna e delle Beatitudini : “Beati i miti, beati i misericordiosi, beati gli operatori di pace, beati gli afflitti….”

E le parabole tutte erano l’esaltazione della paternità amorevole di Dio, del Padre che si com-muove di fronte ai suoi figli…che rovescia il concetto fondamentale di giustizia distributiva che era praticata fino allora nonostante la crisi che l’ebraismo ufficiale aveva già sperimentato nel libro di Giobbe e nel Qoelet, cioè della sapienza umana he non riesce a spiegare il male del giusto….

Ma Dio è l’inavvicinabile, mentre Cristo lo avvicina all’uomo, attraverso la sua forza di amore che si fa’ prossimità ad ogni fratello.

Qui, le lezioni rabbiniche non trovano paritetiche soluzioni…

Cristo è il volto di quel Dio misericordioso, mentre i rabbini tutt’al più predicavano una filantropia ed un ”non far ad altri ciò che non vuoi fatto a te…!” e si limitavano ad una elemosina verso il povero o la vedova.

Metro di misura di Gesù è la parabola del Samaritano, dove la prospettiva è rovesciata proprio rispondendo ad un maestro della Legge, e cioè “non chi è il mio prossimo” ci si domanda da ora, ma piuttosto che

”io stesso sono il prossimo” di ogni uomo che trovo sulla mia strada!

La prossimità è quella di significare il volto di amore del Padre che si china sull’uomo che è incappato nei briganti e che malmenato è disteso ai margini della strada, senza aiuto.

Tutto questo mentre sacerdoti e leviti, scribi e maestri tirano diritto per la loro strada….

La loro strada era quella del Dio impenetrabile, austero, di cui loro, in ampie vesti, ricordano l’inavvicinabilità e tremenda alterità…

ma la strada di Gesù che va al Padre è quella che prova misericordia, è quella che non ha in mano le dottrine della Legge, è quella dell’incontro, della prossimità con l’altro, chiunque esso sia..

Si incontra la strada di Cristo con quella del Samaritano che è l ‘uomo ritenuto “eretico” dalla religiosità ufficiale, poichè pregava in un tempio non canonico.

Eppure è in esso che Gesù vede rivelato il volto del Padre, in lui che ebbe pietà….

Avvicinandosi alla morte e radunati i suoi che erano nel mondo, lui che li aveva amati dal principio, lì amò sino alla fine…dice Giovanni.

E così lasciò ai suoi il comandamento nuovo “amatevi gli uni gli altri”.

Da questo amore tutti avrebbbero riconosciuto che erano i suoi discepoli…

Questa era la prima Chiesa di Cristo, quella degli apostoli… non molte dottrine tra le mani, forse nessuna nella cena dell’addio, ma il comandamento dell’amore come testamento del Maestro che se ne andava….

Ma da questa Chiesa ad oggi ne sono cambiate di cose… la sua parola di amore è offuscata dalle parole di prelati e sinedriti che ne soffocano ogni slancio vitale…non si riesce ad udire tra le parole dei Ruini e dei Tonini, ma anche dei Ratzinger o dei Bertone un barlume di quell’amore….

Tutto è divenuto prescrizione e divieto, tutto è dovere e morale.

Tutto è adesso legge naturale e ordine.

Cosa vorrà dire questo ritorno al fariseismo originario, quello che Cristo trovò così ostile al suo messaggio che sovvertiva i poteri della religione istituzionalizzata?

Vuol dire che non l’amore del Padre, il messaggio di libertà evangelica che è primadi tutto un farsi prossimo, sta al centro della Chiesa…

che non è più la grazia del Padre che noi tutti – laici e sacerdoti- cerchiamo , bensì il legalismo dei “perfetti”…. il legalismo dei giusti agli occhi del Dio senza misericordia forse e agli occhi degli uomini….

Perchè si crede non già all’opera suprema di Dio, nella sua libertà assoluta, quanto nelle nostre opere umane.

Si crede di stabilire il confine di ogni comportamento lecito ed illecito e ci si è accecati di perbenismo e di moralismo neo-farisaico.

Allora si cerca non più Dio Trinità di amore e la sua grazia che “fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti”, ma si proclama la famiglia umana, come nuovo idolo, “il vitello d’oro”, che salverebbe ogni cosa nel mondo, anche dal misterium iniquitatis.

Si proclama una realtà contingente, quella del matrimonio eterosessuale, come assoluta e fondata in Dio, e si stabiliscono poi le moralità dei comportamenti umani dall’esterno, come un occhio indagatore e invidioso dell’altro,e non già dalla prossimità interiore del fratello che vive la sua vita e soffre le sue pene o gioisce delle sue gioie….

Si porta ogni discorso dal lato del giudizio e della conseguente condanna, quando il Cristo ammonì di non farlo, nè giudizio nè mai condanna.

Si stabilisce la bontà intrinseca degli atti di alcuni (in questo caso gli sposi eterosessuali) e necessariamente la malvagità, sempre intrinseca, degli atti di altri (in questo caso i conviventi omosessuali)…

passando anche sopra lo sguardo di Dio, che non misura col metro degli uomini…

Per farlo poi ci si appella al Magistero infallibile, e poi alla Tradizione e quindi alla Scrittura.

Magistero che ha conosciuto nella storia errori enormi, forieri di sofferenze e tragedie di tanti, Tradizione che non è esente da altrettante eredità nefaste e da ignoranze ataviche e pregiudizi tramandati per secoli,

Scrittura che meriterebbe un approccio più scientifico e più aderente alle nuove acquisizioni del sapere esegetico, dato che per una frase biblica si è mandati già a morire migliaia di persone in poco tempo.

Ma i prelati si sono seduti sulla cattedradi Gesù Cristo, come si erano seduti i farisei su quella di Mosè…

Loro non fanno rifulgere la luce del volto di Dio su questa terra e oscurano la misericordiadel Padre.

Sanno sempre tutto e insegnano…

Siedono e insegnano.

Ma Cristo tace, poichè nessuno più sa muoversi a pietà di nessuno, nè dentro nè fuori la Chiesa.

La Chiesa di Cristo tace poichè sempre parla la Chiesa del Papa… che si appoggia alle Istruzioni di una Congregazione …. cioè su un documento di uomini fatto per dare il giudizio finale su altri uomini, in antitesi alla parabola del grano e della zizzania che si vogliono estirpare subito e frettolosamente, improvvidamente.

Una Istruzione che è fatta da mani di uomo…come se la Chiesa fosse nelle mani dei guardiani della morale … cioè dei maestri che insegnano invece che dei testimoni che vivono.

E la Chiesa di Cristo sta in silenzio, mentre loro hanno spento anche l’ultimo “lucignolo fumigante”.
Nè grazia nè perdono, nè amore nè misericordia, poichè i successori del Sinedrio hanno rimesso la Legge, i codici canonici, al centro della vita religiosa.

La Legge che Paolo diceva “uccide”, la lettera che soffoca lo spirito è divenuta ormai misura di tutto.

Una volta Ruini, una volta Tonini, un’altra lo stesso Ratzinger dopo Wojtyla, strofinano il “vitello d’oro”, lo lucidano bene per metterlo sull’altare.

Ma Dio è lontano poichè onorato con la bocca, è trattato meno di niente con il cuore.

Il cuore che non ha compassione è una pietra.

E la Chiesa di Papa Ratzinger che si dice successore di Pietro, ha posto una pietra al suo centro invece del cuore.

Non è più Dio infatti che salva, non è Cristo che amando rigenera e vivifica, sono loro, cardinali e vescovi e papi, che decidono la salvezza eterna e la moralità terrena, senza margini di dubbio o spazio per la coscienza,

La Chiesa è poggiata sulla pietra… che è il Papa dice la tradizione cattolica.

Ma una pietra in sè non salva nessuno, e le parole di pietra degli uomini di Chiesa senza la luce del Maestro sono prigioni per ogni anima e ogni credente.

Da Cristo soltanto,che ci è Maestro, oggi, tutti noi, attendiamo le parole di vita, e di vita eterna.

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